Chi è il “Consulente Filosofico”? Scopriamo questa nuova figura attraverso una bella intervista

pubblicato da: Andrea Bonetti - 8 febbraio, 2014 @ 12:07 pm

logo phronesisQualche tempo fa sono venuto a sapere dell’esistenza di una figura che fa della filosofia l’oggetto principale della sua consulenza. Il consulente filosofico, appunto, non va però confuso con uno psicologo o con una persona che consiglia pesantissime letture per riflettere sui dilemmi esistenziali. Per chiarire meglio questo profilo, abbiamo intervistato Laura Franceschi che sta svolgendo un corso di formazione per poter svolgere questa attività.

Laura, chi è e cosa fa un consulente filosofico?

La Consulenza Filosofica è una pratica filosofica, nata in Germania negli anni ’80, ad opera del filosofo Gerd. B. Achenbach, con l’intento di restituire un abito pratico alla filosofia e di portarla nella vita di tutti attraverso il rapporto con i problemi della quotidianità degli individui. Anche se molti pensano che nella nostra società non ci sia posto per una disciplina così poco “produttiva”, se ne avverte il bisogno sempre più spesso. Questa esigenza nasce per svariati motivi, tra i quali lo spaesamento e la ricerca di senso all’interno di un’esistenza individuale pre-confezionata da altri e tendente a modelli irrealizzabili propagandati dalla cultura diffusa, la crisi dei valori, la difficoltà di partecipare ad un dialogo, spesso sostituito da una comunicazione fredda e impersonale, il disorientamento nella selezione del sempre maggiore numero di informazioni. In questo panorama sono emersi nuovi modi di filosofare, le Pratiche Filosofiche (Philosophy for Children, Dialogo Socratico, Cafè Philo, ecc.), diverse per modalità di lavoro e finalità, ma accomunate dall’attività del filosofare (relazione dialogica, meraviglia che allontana le cose dall’indifferenza, messa in questione dell’ovvio, pensiero critico volto ad una migliore comprensione, ricerca). All’interno di quest’ampia categoria si trova anche la Consulenza Filosofica, che ora tenterò di descrivere nelle sue specificità.

Chi può avere bisogno di un consulente filosofico?

Il consulente filosofico è un filosofo che si mette a disposizione delle persone che sentono il bisogno di affrontare i problemi della loro vita quotidiana (questioni esistenziali, etiche, dubbi, scelte, separazioni, lutti, ecc.). La consulenza si svolge in forma di dialogo tra il consulente e un cliente (o gruppo di clienti), che fin da subito è accolto come pari, con le stesse potenzialità cognitive e umane, al di fuori di qualsiasi categoria malato/normale pur con il rispetto dei ruoli: filosofo e consultante. Essa vivacizza il pensiero e si sviluppa come messa in questione, interrogazione delle visioni del mondo del consultante. Il filosofo lavora sull’agire quotidiano connesso al pensiero, sui valori, sulle congruenze di questi con l’azione e prospetta al cliente idee, visioni diverse. Non impartisce lezioni di filosofia né dà consigli o risposte preconfezionate, ma dialoga problematizzando la questione. In questo modo la consulenza filosofica permette al consultante di chiarificare il proprio pensiero, di liberarsi dal senso comune, di diventare consapevole delle certezze, che spesso guidano l’azione in maniera inconsapevole, di ampliare la propria visione del mondo e di arricchirsi di nuovi orizzonti di senso. In altre parole la consulenza filosofica ha un fine trasformativo, poiché chiarificare la propria esperienza, ragionare meglio significa potersi orientare meglio nel mondo, ricollocandosi all’interno di una dinamica intersoggettiva. Va sottolineato che l’obiettivo della consulenza non è terapeutico né essa può essere considerata una relazione d’aiuto.

Infatti ad una veloce lettura può sembrare simile ad uno psicologo per certi versi. Cosa lo differenzia in realtà?

A differenza della psicoterapia o del counseling, la consulenza filosofica non lavora sulla realtà psichica del cliente, sulla sua intimità ma sulle ragioni, sui valori, non sull’inconscio ma sul pensiero. Il filosofo pone attenzione a “che cosa” dice l’altro, resta sul piano dei significati a differenza del terapeuta che vede il linguaggio come sintomo e si sposta sul piano dei significanti (di qualcosa che si deve scoprire attraverso lo smascheramento del soggetto). All’interno della consulenza filosofica il dialogo è paritario, si prende per vero ciò che dice il cliente e non si lavora sulle emozioni, ma piuttosto sulla chiarificazione delle componenti razionali che influenzano il modo in cui noi viviamo le emozioni stesse.

Un’azienda può avere bisogno di un consulente filosofico?

La consulenza filosofica non è diretta solo a privati, ma si sta rivelando un’esperienza significativa in molti settori: ha preso piede nel mondo della scuola, sia stimolando l’innovazione delle didattiche, sia integrando le attività di orientamento, attraverso colloqui individuali che favoriscono nello studente la riflessione personale e la capacità di scelta. Anche in campo medico-sanitario la consulenza filosofica incomincia ad essere presente, sia per la formazione del personale, con la riflessione su grandi temi di ordine etico e relazionale, sia con interventi su pazienti, per sostenere situazioni di difficoltà o nelle cure terminali palliative. Infine è utile chiedersi quale contributo può portare la filosofia all’interno delle aziende, partendo dal presupposto che essa non può essere trasformata in una forma di intervento tecnico-strategico, ma si sviluppa come libera attività di scambio dialogico, intrinsecamente etico. Alcune pratiche filosofiche, come il dialogo socratico, la comunità di ricerca e la stessa consulenza filosofica (rivolta sia a singoli manager sia a equipe) possono avere diverse aree di applicazione, quali la formazione e lo sviluppo degli individui, (creative thinking, critical thinking, ascolto attivo, team building, ecc), problem building, il confronto con le problematiche legate ai valori, la creazione di codici di etica, l’innovazione, costruzione di vision. In tutti questi ambiti infatti è importante partire dall’esperienza per cercare di chiarificare ed eliminare pre-concetti, esplorare le implicazioni di un problema, riflettere su concetti aventi rilievo nel mondo del lavoro, allargare l’orizzonte, scoprendo nuovi dati, pensare nuovi modi di agire e nuove motivazioni.

Grazie Laura. Tutto molto chiaro.

Chi volesse saperne di più su questa figura può consultare il sito di Phronesis, Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica, che è in aggiornamento. Su Facebook si può visitare invece la pagina: https://www.facebook.com/phronesis.consulenzafilosofica


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