“COLTIVARE UNA PASSIONE. Non è mai troppo tardi per capire sé stessi.”

pubblicato da: debora - 25 giugno, 2013 @ 11:36 pm

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Lei è mia cugina Anna Dallapiccola ed è la testimonianza vivente che non è mai troppo tardi per capire le proprie passioni ed i propri interessi.

Dopo il diploma di ragioneria ha svolto diversi lavori fino a quando un giorno le è stato proposto di diventare una dipendente amministrativa presso un’agenzia assicurativa. Verso l’età dei 25 anni però, sentiva che quel lavoro era per lei solo un mero mezzo per ottenere uno stipendio alla fine del mese, la sera tornava a casa e sentiva che non era pienamente gratificata. C’è da sottolineare che Anna non era scontenta del suo lavoro, ma c’è stato un periodo in cui ha capito di avere delle passioni che potenzialmente sarebbero potute maturare in qualcosa di più di un semplice hobby. Si tratta della passione per il mondo delle erbe, della naturopatia e del prendersi cura di sé stessi in modo naturale.

Non c’è stata una vera e propria ispirazione che l’ha colpita, lei definisce il suo cambiamento interiore come un processo evolutivo lento che ancora è in atto. Inizialmente, si è avvicinata semplicemente alla coltivazione dell’orto diventando il braccio destro di Franco, marito della mamma e grande fonte di sapere. Ha iniziato quindi ad aiutarlo nelle mansioni pratiche in campagna scoprendo, in questo modo, che avere le mani nella terra le piaceva molto.

“secondo me, quando te sei li da solo e stai lavorando la tua terra, te stai lavorando con te stesso, la terra ti riporta alla dimensione della terra di te stesso infatti, perché ti da il tempo di pensare, perché devi avere pazienza, perché devi rispettare i tempi, devi avere passione ma anche fortuna perché se arrivano le formiche e ti mangiano tutto puoi essere bravo fin che vuoi… ma non funziona. Sicuramente comunque è stato uno step by step.” [23/06/2013]

In seguito, si sono susseguite varie fasi nel suo processo di consapevolezza, ad esempio quella per la conservazione dei cibi (marmellate, succhi ecc..), fino ad arrivare ad una reale voglia di studiare ed approfondire questi interessanti universi erboristici andando ben oltre il semplice “libretto informativo”. Pertanto, nel 2011 Anna ha scoperto l’”Accademia Nazionale di Scienze Igienistiche Ambientali” Galileo Galilei di Trento e, grazie all’appoggio della mamma Luigina, si è iscritta. Da qui la svolta, di fatto la sua passione si è evoluta e l’impegno per approfondire il mondo delle erbe è aumentato sempre di più.

uno degli "angoli" di Anna al Maso Franch

Anna quindi oltre a lavorare, frequenta la scuola due week-end al mese per un periodo che va da ottobre a giugno, il tutto per una durata complessiva di tre anni. Lei ha inoltre, la possibilità di utilizzare degli spazi presso il “Maso Franch”, i suoi “angoli” come li chiama lei, in cui può coltivare piante e sentirsi bene, in pace con la sua terra, in pace con se stessa.

“Cosa consiglieresti ad un giovane che sente che manca qualcosa nella sua vita e che vorrebbe scoprire sé stesso?”

“Sicuramente di non fare come ho fatto io per tanto, cioè sottovalutarsi. Non bisogna pensare che non siamo in grado. Il fatto di avere un sostegno è fondamentale ma bisogna sperimentarsi, ad esempio io dall’orto sono arrivata all’iridologia, non è detto che una passione diventi: la passione. Sperimentarsi è l’unico modo per trovare la chiave giusta. Ci vuole un po’ di follia, un po’ di coraggio e menefreghismo del giudizio degli altri. Non è sempre facile.”[23/06/2013]

Provo molta ammirazione per mia cugina, sicuramente la sua è stata una scelta molto coraggiosa perché si è rimessa in gioco, si è guardata dentro ed ha fatto profonde riflessioni su ciò che veramente le piace fare. Io credo che riflettere su se stessi e sulle proprie passioni non sia facile per una serie di motivi, forse non siamo abituati a farlo o semplicemente siamo pigri e spesso ci accontentiamo del lavoro che “arriva” e che permette di pagare le bollette a fine mese. Fare della propria passione un lavoro è sicuramente una questione di fortuna ma anche di forte determinazione. Bisognerebbe sempre tentare, avere un progetto.

A volte innovazione non significa solo “scoprire qualcosa di nuovo”, a volte significa “riscoprire il vecchio”, tornare alle tradizioni, alle radici e capire chi siamo e cosa vogliamo da noi stessi e dalla nostra vita. Proprio arrivando ad una chiara consapevolezza di noi stessi forse riusciremo a costruire un qualcosa di solido, di genuino e di successo.

Quindi forza ragazzi, diventiamo l’innovazione di noi stessi!


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