FAI ATTENZIONE A QUELLO CHE SOGNI…
Potrebbe diventare realtà!

pubblicato da: debora - 1 ottobre, 2013 @ 11:58 am

mOggi vi parlo di Martina, una delle mie più grandi amiche che da due anni vive a Dubai, è una designer. A maggio sono stata da lei e l’ho trovata molto, ma molto bene! Si, lei è uno dei tanti cervelli in fuga e, devo dire, stuzzica anche me l’idea di fare un’esperienza simile.. Ma cosa serve per andare a lavorare all’estero: talento o fortuna? È davvero tutto così bello? Vi propongo una breve intervista alla mia amica espatriata.

Amica,  raccontaci! Cosa facevi prima della tua partenza? “Chi” eri?

“Tutto e’ iniziato un po’ per scherzo Debby, un po’ per nutrire il mio spirito nomade e un po’ per noia. La routine non e’ proprio cosa per me.

Io sono una Mente Creativa, mi occupo di tutto quello che riguarda la creatività. Dal design, alla grafica, alla ricerca di tendenze. Mi sono laureata in Design Creativo, a Padova. Uno splendore, mi sono davvero divertita.

Ma purtroppo, il mondo del lavoro non è stato altrettanto divertente. Tante sono state le porte chiuse in faccia, tante le prese in giro. E tanti i bocconi amari che ho dovuto ingoiare. Ma non mi sono mai lamentata, non ho mai perso la fiducia, ho sempre pensato che qualcosa di grande mi stesse aspettando da qualche parte.

Lavoravo come arredatore, vendite e progettazione. Ammetto che mi sono fatta le mie grandi risate, mi è piaciuto! Ma la noia, la situazione economica italiana, la mancanza di stimoli, la voglia di lanciarsi in un’avventura nuova, hanno avuto la meglio.”

E poi come è andata?

“Ho iniziato a cercare un altro lavoro. Sulla pagine “Lavora all’estero” del Bazar, c’era questo annuncio:

‘Si cerca disegnatore CAD 2D e 3D, con esperienza di almeno 2 anni nel settore dei cementi, preferibile laurea in ingegneria meccanica, buona conoscenza dell’inglese. Si aiuta nella ricerca di alloggio. Colloqui nei fine settimana. Posto di lavoro: Svizzera’

Ho chiamato al volo!! È vero, non sono ingegnere, non ho mai lavorato nel settore dei cementi, ma me la cavo con Autocad, so l’inglese e voglio cambiare aria.Ho detto esattamente queste parole, al telefono. Tanto, mal che vada mi rideranno in faccia.. no!??

Michele, il ragazzo dell’annuncio, è stato anche cortese…

‘Guarda, non sei la persona che stiamo cercando, ma per curiosità mandami un CV.’

E ci siamo salutati. Una decina di minuti dopo, ricevo un’altra telefonata, questa volta da Mirko!

‘Ciao! ho appena parlato con il mio socio, e una figura come te, ci servirebbe nell’altra filiale..’

Figo! Dove? In Italia??

‘Un po’ più lontano dall’Italia.. A Dubai.’ 

La mia risposta: ‘Ho già la valigia in macchina.’

Ci siamo incontrati, ci siamo piaciuti, e gli ho lasciato un cd con il mio curriculum e il mio portfolio. Dopo qualche giorno, la telefonata, il numero era strano, ho capito al volo chi era.

‘Dimmi quando hai ferie, che organizziamo tutto e vieni qua!’”a

Pazzesco. La tua reazione?

“Saltavo, ridevo e piangevo. Tutto insieme!!”

Poi a distanza di un anno e mezzo dal primo lavoro hai cambiato, ora cosa fai?

I progetti che sto portando avanti sono davvero un’infinità. Il mio lavoro “ufficiale” è quello di Business Development Manager, cerco nuovi clienti per l’azienda. Nel mio tempo libero, fra un bicchiere di champagne e una giornata in spiaggia

(SCHERZOOOO!!!!), mi occupo anche di Interni, disegno e progetto interni. Attualmente, sto portando avanti due SPA ad Abu Dhabi, e a fine mese, inizio anche il cantiere di un ufficio, sempre a Dubai. Sempre come Freelancer, gestisco anche il brand di due aziende, una tedesca, per prodotti industriali, e una inglese di interni.”

Davvero un sacco di lavori, complimenti!

“Bè, il tempo da dedicare agli amici si è notevolmente ridotto, ma la cosa non mi dispiace affatto. Tutte le persone che vivono qua sono concentrate sulla carriera e al successo, quindi..

Ecco, questa è una cosa che ha dei lati negativi. A Dubai, quando stringi la mano a qualcuno, stai già pensando a come quella persona ti può tornare utile. E‘ davvero triste, un rapporto sincero di amicizia è davvero raro.  Ma Dubai = Business. E una volta che si capisce il concetto, tutto diventa semplice da accettare.”

Cosa ti manca dell’Italia?

“Tante sono le cose che mi mancano della mia vecchia Italia. La famiglia. Quando arrivi a casa la sera, e non c’è nessuno a cui dire “Ciao!! Com’è andata la giornata? “è davvero triste. Mi manca il fatto di andare al bar per il caffè del dopo lavoro, mi manca il fatto di essere in mezzo alla mia gente, dove un sorriso non significa per forza: “Ti voglio sposare”. Mi mancano le montagne e gli alberi. Mi manca il panino con lo speck o con la mortadella. Mi manca andare al supermercato a comprare il prosciutto senza sentirti una criminale.

Bè in Italia, non avevo niente, niente che mi dicesse di restare. No mutui, il lavoro che non era quello della mia vita, no figli e nessun marito. Avevo solo tanta voglia di vedere cosa succedere là fuori.  Non è stato semplice, specialmente agli inizi. Stiamo parlando della cultura araba e occidentale che devono convivere insieme. Ma basta solo una mente aperta e la capacità di mettersi in gioco.”

Amica, tu mi spingi spesso a venire là con te, anche quando sono venuta a trovarti a maggio è stata dura ripartire… ma e tu hai intenzione di tornare prima o poi?

“Intanto non ho proprio intenzione di andarmene via da qua. Prima devo lasciare il segno. Ho imparato tante cose, ma che alla fine significano tutte la stessa cosa: Credere in se stessi. So che è una cosa scontata e poco originale, ma per me è stato cosi.

Se non avessi creduto nelle mie capacità e nelle mie idee, e avessi seguito gli altri, a quest’ora sarei seduta sulla panchina di un parco, incinta del terzo figlio, a dare da mangiare ai piccioni, e urlando ai bambini di non allontanarsi troppo…”

Una frase simbolica per concludere il tuo emozionante racconto?

“C’è una frase che mi piace tanto e che rispecchia il mio… lifestyle…

‘Fai attenzione a quello che sogni… Potrebbe diventare realtà’.

E, cavolo, è vero.”

Grazie Marty!

In generale, si pensa a Dubai come a divertimento, sole, mare, business… è vero, Dubai è anche quello… Ma io so quanto impegno e determinazione ci vuole per vivere là. Martina mi ha raccontato in questi anni delle lotte che ha dovuto affrontare a livello culturale (ha sofferto lo shock culturale) e della nostalgia che a volte prende il sopravvento, soprattutto durante i primi mesi di permanenza.

A maggio, le ho portato i biscotti Cuore, una scatola di caffè Lavazza, un sacchetto di funghi secchi, senza contare lo zaino di cibarie varie da parte della mitica Loredana, sua madre. (Secondo me, voleva mettersi pure lei nello zaino insieme al parmigiano ed allo speck!) Comunque, dovevate vedere la felicità pura negli occhi della Marty alla vista di tutte queste cose che qui sono scontate! Indescrivibile. Mi ha colpito. Come se le avessi portato oro! L’Italia manca a chi vive all’estero, eccome! Peccato che si debba fuggire per trovare un lavoro in linea con le proprie aspettative e per avere un po’ di meritocrazia!

Io ammiro la mia amica, che ha voluto realizzarsi a tutti i costi e che ha fortemente rincorso la sua carriera con coraggio. Oltre al forte messaggio di determinazione e forza che ci ha regalato attraverso le sue parole, mi fa piacere sottolineare una cosa un po’ più personale ed un pochino sentimentale. Vedete, non passa settimana senza una mail o un messaggio della Marty con scritto: “Allora, quando vieni qua? Ti aspetto!” Quante chiacchierate prima della sua partenza, quante promesse… Una tra queste: “la prima che riesce ad andarsene e fare carriera aiuta l’altra!”

Io non so se la mia strada sarà Dubai, Londra, Berlino o Trento, ma credo fortemente che la vita riservi a tutti qualcosa di speciale. Auguro a tutti di trovare un’amicizia come quella che ho io con Martina, perché si tratta di un’amicizia vera, disinteressata e soprattutto che persiste nonostante la distanza. Ho imparato ed imparo tuttora tanto da lei. Lei mi insegna a non arrendermi mai, a sorridere sempre e a pensare che se tu credi in te stesso prima o poi qualcosa succederà  (forse anche in Italia se le cose miglioreranno prima o poi!) Quindi forza ragazzi, aiutiamoci per costruirci un futuro che meriti, non dobbiamo accontentarci.

P.S. Ti voglio bene Marty e sono molto orgogliosa di te! Alla faccia di quelli che non credevano che tu potessi diventare qualcuno! Pensa che solo qualche anno fa passavamo le serate davanti ad uno spritz nella piccola Trento, sognando il mondo!

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 Alcuni link utili per cercare opportunità di lavoro all’estero:

https://www.facebook.com/pages/Italiansinfuga/352666262383?fref=ts

http://www.europa.provincia.tn.it/muoversi_in_europa

http://www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/estero/index_html

Vi segnalo inoltre un evento interessante per capire il fenomeno dei cervelli in fuga:

http://www.trentoblog.it/la-fuga-di-cervelli-quando-e-perche-scappano-i-nostri-talenti/

 


3 commenti
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  1. Ammirevole, la scelta di Martina è un ottimo esempio di intelligenza e intraprendenza. Lavorare all’estero è ormai una scelta obbligata se si posseggono ambizioni oltre che capacità. Mi sto interessando a Dubai da qualche tempo e ho già intrapreso contatti utili. Tutto vero quanto affermato nell’intervista. Brava.

  2. Complimenti x l’articolo. Mi è piaciuto molto. Soprattutto la speranza di potercela fare, qualsiasi strada si scelga, se si crede in se stessi :-)

  3. Lo sai che sono severo nei giudizi, ma questo articolo è veramente ben composto.
    Brava e complimenti all’amica!

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