‘ALL YOU CAN EAT’ come metafora di vita
La testimonianza ed i consigli di un giovane imprenditore

pubblicato da: debora - 30 dicembre, 2013 @ 11:27 am

 

“Ho capito che le cose che non avrei voluto da un lavoro futuro erano semplicemente: un capo, un orario di ufficio ed una routine.”

“Esperienze Sushi: mangia più che puoi e mangia quello che non conosci.”

 

 

Queste sono frasi chiave della chiacchierata che ho avuto qualche settimana fa con Lorenzo Modena, giovane imprenditore ventisettenne di Mori. Gentilmente ha accettato il mio invito e davanti ad un hamburger ed una piadina, mi ha raccontato molti aspetti interessanti della sua vita che potrebbero essere punto di partenza per diverse riflessioni.

Lorenzo il giorno della sua Laurea Triennale in Matematica, profondamente deluso dal voto (109), ha deciso di non continuare il suo percorso universitario. Ma c’erano delle cose che Lorenzo non avrebbe voluto da un lavoro futuro: un capo, un orario ed una routine. In tutta la sua vita non ha mai fatto un colloquio di lavoro e non ha mai cercato un lavoro. Dopo la fine dell’Università, ha fatto il modello ed ha giocato molto a poker con gli amici, finché un giorno nel 2011, grazie ad un’amica comune, gli si presentò la prima grande occasione: partecipare alla realizzazione di una start-up a Brescia di grande successo: si trattava di YooDeal.

Lorenzo, in seguito a questo primo grande successo (la start-up infatti era stata valutata tre milioni e mezzo di euro!), ha fondato in Trentino Libon Srl. Quest’ultima società è nata grazie al finanziamento di Trentino Sviluppo.

“Trentino Sviluppo è l’agenzia creata dalla Provincia Autonoma di Trento per favorire lo sviluppo sostenibile del sistema trentino, attraverso azioni e servizi volti a supportare la crescita dell’imprenditorialità e la capacità di fare innovazione.” [http://www.trentinosviluppo.it/]

Qual è il valore di Libon? Bè ragazzi… Libon ha portato “ l’Internet of Things” nello sport. La società di fatto, attualmente composta da tre persone, sviluppa soluzioni hardware e software altamente integrate per offrire versatilità e semplicità alla gestione dell’allenamento sportivo. In pratica:

lore2“Gli allenatori e i preparatori godono della possibilità di pianificare al computer l’intera stagione sportiva, mentre gli atleti sono guidati nella sessione del giorno su smartphone e vengono monitorati senza intervento esterno durante i test fisici, grazie ai nostri esclusivi strumenti: fotocellule per gli sport di velocità e le brevi distanze (atletica, calcio, pallavolo, hockey, etc.), tracker gps per le lunghe distanze outdoor (scii, bici, vela, etc.) e una serie di sensori di nuova concezione (arrampicata, nuoto, etc.).” [ Per maggiori informazioni vi rimando a http://www.libonsport.com/]

Devo dire che Lorenzo, che ho conosciuto qualche settimana prima alla 21° edizione del Job Trainer (http://www.job-trainer.it/), mi ha colpito molto. Lui è un ragazzo con le idee chiare, determinato e paziente, che ha approfittato di ciò che gli piaceva e gli veniva bene: progettare e realizzare idee innovative. La sua voglia di indipendenza ed autonomia gli ha fatto prendere delle decisioni che hanno segnato in positivo la sua vita. Una testimonianza quindi, che chi ha un’idea può cercare di realizzarla, non è impossibile. Gli strumenti ci sono, ma bisogna mettersi d’impegno ovviamente. 

La tua giornata quindi è imprevedibile…

“Si, siamo in tre, quindi capita di fare un po’ di tutto a qualsiasi ora del giorno e della notte, dal lunedì alla domenica.”

Cosa pensi in generale di questa situazione di disoccupazione giovanile?

“Io credo che in giro ci sia gente che non ha voglia di fare e questo è triste. Mi fa pensare che un po’ tutto quanto si sia ingigantito, mitizzato. Secondo me, non è vero che manca il lavoro. Certo, manca il lavoro comodo e che piace. Però se uno fa fatica ad arrivare a fine mese, un lavoro da barista o in un autogrill lo trova. Chi ad esempio, a settembre è rimasto a casa, è perché non ha voglia di fare, sono molto richiesti gli stagionali per la raccolta delle mele e dell’uva. C’è poca voglia di mettersi in gioco secondo me.”

Lorenzo, ma se un ragazzo ha un’idea, come fa a capire se è realizzabile?

“Bè ci sono un sacco di studi preparatori a monte. Inoltre, per capire se un’idea funzionerà ed avrà presa (quello che si definisce ‘validare un’idea o un progetto’), sono due le cose da fare. Innanzitutto fare un piccolo prototipo, un dimostratore, che nel mio caso per la mia ultima società ho fatto io personalmente grazie alle conoscenze di elettronica ed informatica. Poi si va dagli interessati, ovvero i potenziali beneficiari del progetto (che nel mio caso erano i preparatori atletici), si mostra il tutto e gli si chiede un parere: “che fai, lo compreresti?”. Se vedi la luce nei loro occhi, allora vuol dire che quella è decisamente una buona idea.”

Ma ci sono finanziamenti? Ci sono aiuti?

“Assolutamente si, ad esempio qui in Trentino c’è Trentino Sviluppo, un finanziamento di tipo pubblico che ha tempistiche lunghe e con diverse regole, ma che a me ha aiutato molto. Forse mi aiuterà anche per il mio prossimo progetto in campo sanitario. Io posso solo parlarne bene. Poi le alternative ci sono, anche se in Trentino non c’è molto finanziamento privato.”

Sei spesso ospite a convegni, incontri informativi e soprattutto a seminari tematici sui giovani (vedi Job Trainer) per raccontare la tua esperienza. Ma cosa consigli principalmente ai giovani in queste occasioni?

“Bè ti faccio un esempio, c’è una slide che solitamente metto alla fine, intitolata ESPERIENZE SUSHI. Ora ti spiego. Dunque la mia storia d’amore con il sushi risale a qualche anno fa quando ancora ero a Brescia con la prima società. Un giorno per un pranzo di lavoro la maggior parte dei colleghi aveva deciso di andare al ristorante sushi ed io non sono un grande amante del pesce, o per lo meno ero convinto di non esserlo. In realtà poi, ho scoperto che non è niente male! Tanto che ad oggi, con i miei amici, organizzo le serate sushi. Le serate hanno due regole: utilizzare la formula ‘all you can eat’, ovvero si paga un fisso per mangiare tutto ciò che si vuole (noi facciamo anche gare di portate) e poi non avere idea di ciò che si mangia. Si perchè c’è sempre il solito ragazzo, scelto dal gruppo, che ordina per tutti a caso! Ad esempio: dieci sushi, due sashimi, quattro piatti misti… ecc.. Queste due caratteristiche delle mie serate (ovvero mangia più che puoi e mangia quello che non conosci), sono metafore che rappresentano ciò che dovremmo fare noi con le esperienze nella nostra vita. In sostanza: fai che siano il più possibile, fino allo sfinimento e cerca davvero di fidarti di quelle che non conosci. Fatti tentare dagli altri, in quanto scoprirai che gran parte delle cose che sono belle per qualcun’altro, sono belle anche per te! Davvero, cerca di mangiare qualcosa prima ancora di sapere cos’è, perché i blocchi psicologici sono davvero tanti. Si pensa davvero troppo e spesso ci si preclude esperienze belle ed interessanti.”

Mi ha lasciato senza parole quest’ultimo racconto sul sushi. In effetti è vero, a volte pensiamo troppo e non ci lasciamo tentare dalle occasioni e dalle possibilità che ci vengono offerte. Credo che Lorenzo sia un ottimo esempio di giovane imprenditore. Parlandoci insieme in realtà, mi sono resa conto che realizzare una start-up ed in generale raggiungere i propri obbiettivi di vita, non è assolutamente una lavoro complesso e irrealizzabile. Certo, ci vuole determinazione, impegno e praticità, ma se si desidera ardentemente qualcosa, qualsiasi difficoltà potrà essere superata.

Fare molte esperienze, buttarsi, questi i consigli di Lorenzo ai giovani. Bè, io sostengo fortemente queste idee e credo che, soprattutto in questo periodo, noi giovani abbiamo bisogno di farci spazio, di farci notare. Gli aiuti, abbiamo capito, ci sono, quindi forza, se avete un’idea e un progetto ed il vostro sogno è avere un lavoro non dipendente, io dico: provateci!

Comunque… non so voi, ma a me è venuta voglia di sushi!!!!

 


2 commenti
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  1. Ciao Debby,
    come sempre gran bel post e personaggio molto interessante! Mi ha soprattutto colpito la storia del sushi e concordo al 100 quando dice: ” Io credo che in giro ci sia gente che non ha voglia di fare e questo è triste. Mi fa pensare che un po’ tutto quanto si sia ingigantito, mitizzato. Secondo me, non è vero che manca il lavoro. Certo, manca il lavoro comodo e che piace. Però se uno fa fatica ad arrivare a fine mese, un lavoro da barista o in un autogrill lo trova”.

  2. Grazie Daniel!

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