Consapevolezza, formazione politica e bene comune
E tu cosa sei disposto a fare?

pubblicato da: debora - 9 giugno, 2014 @ 6:21 am

Trento-Economia-2014Una settimana fa esatta si chiudeva il Festival dell’Economia di Trento dedicato al tema ‘Classi dirigenti, crescita e bene comune’. Politici, economi, giuristi, studiosi e premi Nobel, sono stati i protagonisti della kermesse che ogni anno anima il capoluogo trentino.

Numerosissimi i giovani presenti agli eventi e, a questo proposito, significative le parole del Presidente Ugo Rossi rivolte proprio agli stessi nel giorno di chiusura del festival: “Oggi è il giorno della Festa della Repubblica, sentitela vostra perché il suo futuro è il vostro. Preparatevi, per mettere un giorno il vostro tempo e le vostre capacità a disposizione del bene comune. Fatevi sentire –aggiunge- e non allineatevi ad un pensiero unico.”
Tito Boeri, direttore scientifico dell’evento, ha aggiunto: “Nelle scuole superiori italiane purtroppo, c’è ancora poca formazione rispetto a ciò che è utile sapere in ambito politico-economico. Capire le cose risulta invece basilare.”

Oltre il 70% della popolazione adulta italiana non possiede una conoscenza minima per vivere come “cittadini consapevoli” nel XXI secolo. Questo dato drammatico, emerso da un confronto al Teatro Sociale coordinato da Pino Donghi, delinea bene la situazione dell’investimento in cultura dell’Italia: insufficiente. L’espressione “cittadinanza attiva”, ormai largamente utilizzata per riferirsi ad un’idea di buon cittadino, sembra tuttavia emergere come esigenza sempre maggiore all’interno della società intesa a livello regionale, nazionale e comunitario.

Collegandomi a quanto appena detto, recentemente mi è capitato di fare una chiacchierata con Laura Centomo e Riccardo Taiss, due autori del libro “E tu cosa sei disposto a fare?” (Edizioni 31, 2013). Quest’ultimo, voluto dalla Scuola di Preparazione Sociale di Trento (nello specifico da Alberto Zanutto e Lucia Fronza Crepaz), ha l’intento di diventare uno strumento di educazione civica per ragazzi delle scuole superiori, ma anche di trasmettere l’idea che ciascun giovane può contribuire alla salvaguardia del bene comune ed alla crescita della collettività.

“Ci è stata fatta questa proposta e noi abbiamo accettato, perché volevamo dare uno strumento che lasciasse qualcosa alle scuole superiori” ha affermato Laura.

20140311_140023Già acquistato e diffuso nella rete formativa provinciale, il libro rappresenta la sintesi di un viaggio coraggioso che hanno compiuto otto giovani ragazzi, nei valori e nei funzionamenti basilari della Repubblica italiana. Ogni capitolo contiene un’intervista ad uno o più personaggi illustri che hanno contribuito allo scenario politico-istituzionale del Paese, tra questi: l’ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e gli ex partigiani Adriano Ossini e Lidia Menapace. In questo senso, il valore aggiunto del libro consiste nello spiegare, in termini semplici e concreti, importanti concetti politici-istituzionali, trasmettendo altresì emozioni ed immagini attendibili.

Innanzitutto complimenti per l’impresa. Partiamo dalla copertina, è rappresentata una bussola che non è centrata, come mai?

Laura “Rappresenta una metafora, è come dire che noi all’interno del nostro Paese abbiamo un po’ perso la bussola. Tante persone si chiedono: ma dove stiamo andando? vediamo così tanti problemi intorno a noi! Si tratta di un’immagine simbolica. Sta a noi lavorare e fare qualcosa per rimetterla in posizione. Bisogna avere una direzione, una meta. Ad esempio, io so che ora il mio compito è quello di studiare (Laura studia Giurisprudenza), finire i miei studi per acquisire determinate competenze e riuscire a fare qualcosa attraverso il mio lavoro in futuro. Quindi ciò non vuol dire non metterci impegno e non essere attivi, ma significa avere uno scopo.”

E la scelta del titolo?

Riccardo “Il titolo è una frase pronunciata da Aldo Moro durante un colloquio avuto con un suo studente. Quest’ultimo era particolarmente arrabbiato ed ha sfogato i suoi pensieri rispetto ai mali che affliggevano la Repubblica di quel tempo (era appena scoppiato lo scandalo Lockheed). Aldo Moro, sentito lo sfogo del ragazzo, gli ha risposto “e tu davanti a tutto questo cosa sei disposto a fare?”

Spostandoci sul locale, sulla base del percorso che avete fatto, secondo voi qual è il fattore che contribuisce all’unione ed alla partecipazione attiva di una comunità?

Laura “Secondo me, la possibilità di partecipare che si ha all’interno di una comunità, ad esempio la possibilità di scegliere il proprio sindaco è una cosa che manca a livelli elevati. Ma non solo, anche l’accessibilità a strumenti per diventare cittadini più consapevoli deve far riflettere.”

Lo sforzo che avete compiuto scrivendo questo libro è stato molto alto, contando che siete tutti molto giovani ed occupati. Come avete costruito il lavoro di gruppo?

Riccardo “Avevamo idee e background differenti, tra questi ad esempio: Sociologia, Ingegneria, Teologia e Giurisprudenza. Quando eravamo a Roma per alcune interviste, mi ricordo che dal giornalaio, ognuno di noi comprava un quotidiano diverso: La Repubblica, Il Manifesto, Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera. Ma alla fine, tutte queste idee differenti creavano momenti stupendi di confronto, nei quali ognuno di noi donava un punto di vista interessante sulla questione.”

Ma voi quindi, cosa siete disposti a fare?

Riccardo “Io ad esempio sono volontario presso l’Associazione Scout Cattolici Italiani. Quindi io la vedo come dedicare del tempo per far divertire i bambini ed insegnarli qualcosa. Dal lato poi più fantasioso, mi vengono spesso idee. Poi, alcune volte sai che non si possono realizzare, ma per altre invece le cose diventano più semplici unicamente coinvolgendo altre persone.”

Laura “Poi per quanto riguarda gli altri autori, ci sono alcuni che sono attivi politicamente. Nel proprio piccolo ognuno di noi comunque fa qualcosa, anche attraverso delle associazioni.”

In conclusione, contribuire attivamente per migliorare la propria comunità non significa solamente fare politica così come la si pensa normalmente (a livello di partito), c’è molto di più. Ad esempio si può far parte di una piccola associazione o fare volontariato, ciò che importa è avere una meta, uno scopo più o meno cospicuo. “Consapevolezza” è la parola chiave, consapevolezza innanzitutto rispetto a chi siamo e quali sono i nostri diritti e, non per ultimi, i nostri doveri. La “cittadinanza attiva”, questa sconosciuta, dovrebbe diventare uno strumento insegnato ancora nelle scuole superiori.
Ecco quindi l’importanza di questo libro, nato ed offerto come semplice strumento per introdurre alcuni concetti di democrazia e “arte politica” che stanno alla base della nostra società e della nostra Costituzione.

Parlando con Laura e con Riccardo mi sono resa conto che non si pensa mai abbastanza al bene comune, o meglio, si pensa che c’è sempre qualcun’altro che lo sta facendo per noi e allora guardiamo di appoggiare il “meno peggio”. È giunta l’ora di aprire gli occhi, di prendersi con coscienza le proprie responsabilità e di capire che questo mondo può essere migliore con i nostri singoli contributi. Conoscere, informarsi, partecipare ed agire pensando al bene comune, questa secondo me è la formula giusta per arricchirsi ed arricchire la propria comunità.

Raccomando la lettura del libro a tutti coloro che vogliono iniziare a “capire le cose” in maniera semplice e concreta, come ha detto Tito Boeri. Matteo Renzi stesso, durante il suo intervento nel terzo giorno di festival, ha affermato che esiste la necessita di investire sulle nuove generazioni che fanno politica anche attraverso la formazione. “Chi non studia, non è in grado di cambiare le cose” – ha esortato ed io sono pienamente d’accordo.

Le riflessioni finali di altri due autori:

Mirco Partacini “…ho compreso come il partecipare non deve essere visto solo come dovere, ma anche come un arricchimento personale, che contribuisce al pieno sviluppo della dimensione sociale di ogni uomo. Tale partecipazione naturalmente si può esprimere nei modi più vari e non per forza essere finalizzata alla logica partitica. In questo senso, mi verrebbe da dire che non tutti sono politicamente portati per iscriversi e dare il loro contributo attivo in un partito o movimento, eppure anche coloro che per indole personale possiedono altre qualità, possono sfruttare queste ultime al nobile scopo dell’informazione giovanile e dell’evoluzione sociale a livello partecipativo.”

Federico Amianti “Se è vero, come diceva Gaber, che la libertà è partecipazione è anche vero che serve qualità nella partecipazione. Questo piccolo manuale vuole dare a tutti degli spunti per approcciarsi in maniera più consapevole alla vita politica e alla cittadinanza attiva. Intervistare tutti quegli esponenti del mondo delle istituzioni e della democrazia è stata un’esperienza molto formativa e ci ha svelato il lato umano di quel mondo che appare oggi così distante. La speranza, mia e degli altri autori, è che il nostro sforzo di tradurre questo cammino in pagine scritte possa indurre i lettori a mettersi in gioco per migliorare la politica e il Paese.”

futuro

“E tu cosa sei disposto a fare?” Federico Amianti, Francesca Capoluongo, Laura Centomo, Alice Dalfovo, Federico Damin, Mirco Fartacini, Rocco Sedona, Riccardo Taiss. Edizioni 31, Trento, 2013.


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