IL SAPERE DELLA VITA
Devi sapere dove sei per andare dove vuoi!

pubblicato da: debora - 12 ottobre, 2014 @ 2:50 pm

S 035In questi giorni stavo pensando che mai come oggi le persone hanno la necessità di trovare il proprio posto nel mondo. Leggiamo e sentiamo in tv di persone che, da un giorno all’altro, lasciano tutto, per inseguire una passione, un sogno. Si sa, sono le passioni che ci fanno fare bene le cose, che ci spingono a migliorare sempre di più e che ci danno una ragione, spesso, per svegliarci con il sorriso al mattino. Ma non è facile capire quali sono, o meglio, non per tutti! Qual è la mia passione? Quali sono i miei obiettivi di vita? Che cosa sono brava a fare veramente?  Tutte ottime domande che non sempre ci poniamo durante il corso della nostra vita e, quando lo facciamo, difficilmente le prendiamo sul serio, in quanto trascinati dal sistema, dalla routine e dalle persone che ci circondano.

Oltre a ciò, noi giovani stiamo vivendo un momento non facile per diversi motivi, tra questi: l’alta competizione nel mondo del lavoro. Ecco quindi che essere consapevoli di sé e delle proprie competenze, diventano fattori importantissimi, se non fondamentali, in quanto aiutano a distinguerci dalla massa ed aiutano a raggiungere gli obiettivi tanto desiderati.

Personalmente, uscita dall’università mi sentivo profondamente disorientata, sono sempre stata così concentrata sugli obiettivi accademici che non ho mai pensato più di tanto “al dopo”. Tuttavia, c’è stata un’esperienza particolare che mi ha aiutato molto in questo senso e che vorrei farvi conoscere: si tratta del Campus JobTrainer. Quest’ultimo, organizzato da Marco Parolini in collaborazione con Adalberto Gerardini, è un progetto che offre la possibilità ai giovani tra i 18 ed i 29 anni, di fare una full immersion di tre giorni residenziali (in diverse località d’Italia) con esperienze intense di lavoro, di relazione e testimonianze di persone di successo (vedi intervista a Lorenzo Modena).

L’obiettivo? Bè sono molteplici:

  • Accrescere la motivazione e l’autostima;
  • Sviluppare le attitudini personali, imprenditoriali o manageriali;
  • Focalizzare il proprio progetto di vita ed il conseguente piano d’azione;
  • Imparare dalle situazioni e da testimonial di successo;
  • Creare un network di professionisti;

..e molto altro!

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Costruire un ponte tibetano, simulare un colloquio di lavoro ed incontrare un personaggio di successo, sono alcune delle attività pratiche che si possono fare durante il campus. In tre giorni, un gruppo di ragazzi sconosciuti tra loro vivono insieme un’avventura fatta di momenti pratici e riflessivi. Le sessioni di confronto e di riflessione con il gruppo,  sono i momenti più importanti, in quanto aiutano ad elaborare meglio le esperienze appena vissute.

 

“Imparare dall’esperienza” quindi è il  surplus del progetto!

Rimane il fatto che JobTrainer è un’iniziativa complessa da spiegare. Perciò di seguito le parole di Marco Parolini..

“Debora, io credo che devi sapere dove sei per andare dove vuoi. Ci sono due elementi importanti nella vita di ciascuno di noi: Primo, consapevolezza di sapere qual è il proprio programma di vita, quindi il proprio orientamento; Secondo, sapere chi sei, quindi i propri punti deboli e punti di forza.

Il problema però è che noi giovani italiani queste consapevolezze non le abbiamo. Il nostro sistema educativo è stato progettato quando stava nascendo il capitalismo industriale. Ci ritroviamo perciò un modello educativo che non lascia molto spazio al pensiero ed alla sperimentazione di sé stessi. Io andavo fuori di testa all’università proprio perché non capivo a cosa serviva quello che mi davano da studiare. L’apprendimento esperienziale è fondamentale, in quanto esiste tutto un sapere che non si può scrivere e non si può imparare dai libri.

Il Campus JobTrainer in questo senso è straordinario, in quanto consiste in una secchiata d’acqua gelida che dura tre giornate, in cui ogni partecipante lavora su diversi temi. Non si diventa un esperto di problem solving, di creatività o di empowerment (e così via) ma si conoscono in maniera approfondita questi temi attraverso un rispecchiamento con sé stessi molto forte.. e tu lo sai!

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Il livello di soddisfazione dei partecipanti espressa nei questionari di fine progetto è sempre stata alta, ma questo è un dato povero. Il fattore più confortante, per me, è ricevere email di ex partecipanti che mi ringraziano, perché grazie a questa esperienza hanno raggiunto traguardi importanti e sono più consapevoli di cosa vogliono fare nella vita. Tuttavia bisogna sottolineare un aspetto: JobTrainer non dà una risposta, ne dà mille! Lo scopo infatti, non è trovare il lavoro degli sogni, ma aprire mille porte, mille possibilità ai giovani che vi partecipano.

Inoltre, secondo me non si diventa mai grandi, quindi ci sono sempre dei momenti nella vita in cui vuoi fare qualcosa di diverso. Si è sempre alla ricerca di qualcosa e deve essere così. Tuttavia, se io avessi fatto il Job Trainer, avrei accelerato sicuramente la mia carriera di dieci anni!”

..pensate che a distanza di uS 002n anno, facendo un po’ di ordine in camera, ho ritrovato il manuale utilizzato durante tutto il progetto e rileggendolo ho capito che JobTrainer è stato davvero un aiuto per me. Ciò che avevo scritto e ciò su cui avevo riflettuto in precedenza,  si è realmente sviluppato ed è maturato in consapevolezza. L’esperienza è stata unica e, proprio per questo, difficile da spiegare. Ricordo l’imbarazzo iniziale di condividere con altri sconosciuti un’esperienza così forte, ma ricordo altresì il dispiacere di lasciare quelle stesse persone la sera del terzo giorno. Come una centrifuga mi sono ritrovata spremuta dalla realtà dei fatti, soprattutto dalle evidenze su me stessa che mi hanno fatto capire gli altri. Ho sperimentato me stessa, le mie capacità, ma più di tutto ho compreso i miei limiti.

Si impara tantissimo dalla pratica se ci pensate, non per nulla anche dopo una brutta esperienza si dice: “ho imparato la lezione!” Come ha detto Marco, il nostro sistema educativo non offre molte possibilità per mettere alla prova noi stessi, le nostre competenze o banalmente ciò che abbiamo studiato, per questo sono importanti progetti come questo. Non tutto si impara dai libri, c’è un sapere che ha bisogno di essere approfondito: il saper essere ed il saper fare della nostra esistenza. Banalmente: la realtà!

Invito tutti a prendersi qualche minuto per pensare a sé, ai propri desideri ed alle proprie passioni.  Non è mai troppo tardi per capire ciò che si vuole fare veramente nella vita e per porsi alcune domande.. (vedi intervista Anna Dallapiccola)  Punta sempre in alto, credi in te stesso e, se puoi, non accontentarti mai!

“Mira alla luna, anche se la manchi atterrerai tra le stelle” (Les Brown)

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Chi è Marco Parolini?  Marco è stato un giovane come tanti altri: una laurea in Economia, due Master e l’indecisione di che cosa fare nella vita. Ha tentato varie strade lavorative ma poi, grazie alla sua passione per il mondo della montagna si è imbattuto nella lettura di “Thin Air” – Aria sottile( Krakauer 1997) un libro che racconta della disastrosa conquista della cima dell’Everest avvenuta durante la primavera del 1996 a cui l’autore prese parte. Di fatto, Marco ha intravisto nella trama di Thin Air un’opportunità: la possibilità di far vivere un’esperienza simile alle persone per trarne delle chiavi di insegnamento dal punto di vista lavorativo (manageriale) e per il proprio percorso di vita.  Successivamente quindi, ha realizzato il primo progetto di formazione manageriale outdoor (quattro giorni), all’interno di un Master MBA in Svizzera. Dopo questo primo progetto, acquistato in più edizioni anche da un gruppo di banche trentine, ha deciso di specializzarsi nel settore frequentando un Master in Formazione Outdoor a Genova.  Finito il master, ha finalmente fondato Motylab, un’azienda di formazione specializzata nell’outdoor manageriale.

Con il passare del tempo, la curiosità verso le esigenze dei giovani è aumentata, così ha creato (unitamente ad altri collaboratori tra cui Adalberto Gerardini) una serie di percorsi di formazione esperienziale volti all’accompagnamento di ragazzi dai 18 ai 29 anni nella comprensione dei propri orientamenti, dei propri punti di forza e delle proprie debolezze.

Tra i vari progetti realizzati spicca il Campus Job Trainer che, fondato nel 2010, consiste proprio in un percorso profondo ed intenso di impronta esperienziale, in grado di accelerare alcune attitudini e competenze creative, emotive, sociali e relazionali, richieste da subito nel mondo lavorativo. Il progetto ovviamente ha riscosso molto successo, tanto che ad oggi si contano circa 434 partecipazioni. http://www.job-trainer.it


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