LA GUERRA INFINITA: IL MEDIO ORIENTE

pubblicato da: Giorgio Ragucci Brugger - 23 luglio, 2014 @ 10:26 am

Quello che sta succedendo in Medio Oriente, una guerra infinita, ha origine da una serie di errori e di valutazioni politiche da attribuire alle organizzazioni internazionali complici Inghilterra e Stati Uniti d’America.

Israele

Vediamo in sintesi cronologicamente cosa è avvenuto per fare chiarezza sul problema. Tutto ha inizio col progetto di creare lo stato di Israele, un preliminare che prende nome da Lord Balfour nel 1917, si vuole creare un focolare nazionale ebraico in Palestina. La Società delle Nazioni dà l’incarico del progetto all’Inghilterra. Gli arabi in Palestina non sono ancora chiamati Palestinesi, abitano il territorio nel numero di 600 mila, sono musulmani a fronte di 70 mila cristiani e 80 mila Ebrei e dove i fellah (contadini) rappresentano il 60 per cento della popolazione.

Gli immigrati incominciano a confluire nel territorio, sono 35 mila dal 1919 al 1923, è incoraggiato il lavoro ebraico nei cosiddetti Kibbutz (colonie agricole) il tutto organizzato dalla Agenzia ebraica il cui presidente è Ben Gurion nel 1935.

Due anni dopo nel 1937 il rapporto Peel prevede la divisione della Palestina in due stati, uno ebraico, l’altro arabo, entrambi indipendenti con Gerusalemme sotto mandato britannico.

Ciascuna entità dovrà essere omogenea con la conseguenza che 225 mila Arabi passeranno dall’entità ebraica a quella araba, mente solo 1250 Ebrei faranno il tragitto inverso. (primo errore) I Palestinesi non accettano e si ribellano. Il bilancio tragico è di 6 mila morti. Londra capisce l’errore e nel 1939 pubblica il Libro Bianco secondo il quale la dichiarazione di Balfour del ’19 non significa la trasformazione della Palestina in uno stato ebraico contro la volontà degli Arabi. In ogni modo il piano di spartizione è votato dalla nazioni unite e nasce lo stato ebraico, nel contempo dopo la guerra s’impone il problema di sistemare centinaia di migliaia di profughi ebraici, sopravvissuti all’Olocausto. Dal 1945 al 1948 sbarcano in Palestina 70 mila clandestini. Gli Arabi sono disposti ad accogliere i rifugiati, non i coloni. Il presidente Truman, pressato dagli Ebrei americani concede cento mila visti a favore degli immigrati. Metà dei sopravvissuti ai Lager preferisce emigrare in America piuttosto che in Palestina.

Il 15 maggio 1948 termina il mandato dell’Inghilterra e nasce lo stato di Israele. Lo stato ebraico misura il 55 per cento della Palestina con 500 mila Ebrei e 400 mila Arabi, lo stato arabo con 700 mila Arabi ed alcune migliaia di Ebrei. (secondo errore). 

Inizia subito la guerra che continua fino al luglio del ’49 con la vittoria di Israele che ha spinto le frontiere al di là di quanto prevedeva il piano di spartizione, si è sbarazzato di gran parte dei palestinesi residenti sul territorio trasformandoli in rifugiati, (terzo errore) occupa l’ovest di Gerusalemme di cui fa la sua capitale, due territori gli sono sfuggiti, la Cisgiordania e la piccola striscia di Gaza che passa sotto tutela egiziana e conserva la sua autonomia. I Palestinesi non hanno accettato la spartizione, perché mai 400 mila di loro avrebbero dovuto diventare una minoranza all’interno di uno stato ebraico?

Intanto gli Israeliani hanno conquistato circa il 78 per cento della Palestina. Nel 195o Israele è riconosciuto dall’Onu con la popolazione raddoppiata tra il ’48 ed il ’51, la Palestina è invece scomparsa geograficamente e politicamente, sono dispersi, alcuni sono cittadini d’Israele, altri della Giordania. Gli anno 50 – 60 sono gli anni della rivoluzione. Nel 1967 nella guerra dei sei giorni l’intero territorio storico della Palestina compresa Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme passa sotto Israele. (quarto errore) Inizia la guerriglia dei Fedayn e di altri gruppi armati. Il territorio palestinese si riduce al 22 per cento rispetto al 45.
Israele è una democrazia di 6 milioni di abitanti, un milione sono i palestinesi, cittadini che hanno diritto di voto, ma sono di serie B a tutti gli effetti, hanno subito ogni tipo di vessazione, di razzismo, di confisca delle terre. Gli accordi di Oslo dell’ottobre del 1993 sono stati siglati da due parti non uguali, ovvero tra un occupante ed un occupato e l’occupante ha sempre risposto per proprio interesse con l’appoggio degli U.S.A. (quinto errore)

Tra il 1993 ed il 200 sono stati firmati decine di accordi, ma solo una piccola parte dei testi è stata applicata. I Palestinesi pretendevano il ritorno di 3 milioni di rifugiati, al contrario, si è trattato solamente di sistemare qualche migliaio. (sesto errore)

In conclusione il commento di quanto sta succedendo in questi giorni a Gaza e dintorni è chiaramente il fallimento politico sin dall’origine di armonizzare secondo un giusto equilibrio di forze Arabi ed Ebrei, due culture diverse che possono andare d’accordo solo nei rispettivi contesti escludendo qualsiasi provocazione, equivoco che possa in qualche modo compromettere la qualità di vita delle due popolazioni.
Purtroppo, si rivela in questo senso l’impotenza e la scarsa intelligenza dell’Onu evidentemente incapace di stare sopra le parti, diretta dai colossi degli stati membri del Consiglio di Sicurezza, una eredità pesante e sfortunata tramandata dalla Società delle nazioni.


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