Riflessioni su Nieztsche

pubblicato da: Giorgio Ragucci Brugger - 16 dicembre, 2014 @ 8:45 am

Nietzsche1882Il Romanticismo ha permesso che l’uomo potesse illudersi di essere eterno, infinito, capace d’interpretare il sogno come fosse la realtà. Verso fine secolo, ma ancor prima con Schopenhauer e Feuerbach la filosofia ha ricondotto l’uomo a considerare che siamo “della stessa materia di cui sono fatti i sogni” come recita Shakespeare nella Tempesta, un concetto ampiamente dimostrabile sul piano razionale, ma che non trova riscontro in quello emozionale. La fragilità insita nella natura umana causa paura, dubbio, angoscia. La distanza tra il soggetto e Dio è enorme, per colmarla la fede non basta, si cercano nuove illusioni nella poesia, arte, letteratura, oppure ci si abbandona nella mistica orientale per cui l’abbandono dell’anima è un perpetuo ritorno della stessa sotto forma di altre esistenze.

Feuerbach dà il colpo di grazia a chi crede nell’esistenza di Dio, riducendo lo stesso ad una creazione dell’uomo quale proiezione ideale delle sue aspirazioni. Sotto questo aspetto a fine operazione di un tranfert vero e proprio con moventi prettamente psicologici, l’uomo crea il soprannaturale con le sue mani, conferma ancora una volta quello che ha sempre temuto e che ha voluto volontariamente rifiutare, ovvero la propria solitudine. Lo stesso rifiuto riguarda comunque qualsiasi tentativo e ricerca di stabilire una verità definitiva sull’uomo e sulle cose al di sopra o all’interno del divenire, in poche parole si cambia pagina, si delinea un nuovo percorso filosofico di umanesimo integrale che non lascia spazio ad illusioni e che la storia confermerà nel contesto della guerra, nell’assurdità di porre valori che non siano quelli del potere e della logica machiavellica.

La Religione si affianca alla politica nella offerta di un rimedio e di una difesa ai valori, rende l’uomo sicuro dei suoi mezzi nella fiducia di credere. Purtroppo, non è così, le cose sono andate diversamente. La religione ha creato un mondo di schiavi, ha nominato un buon pastore che tiene sotto controllo il suo gregge imponendo regole precise, obbedienza e rispetto, condizioni chiave per ottenere la salvezza eterna. La storia della Chiesa va intesa in questa prospettiva, la sua politica non differisce da un regime che tiene asservito l’uomo col ricatto di un premio oltre la vita, non è meno crudele, meno falsa di tante altre. La politica della Chiesa s’inserisce nel gigantesco edificio costruito dalla cultura e dalla civiltà occidentale per proteggere l’uomo dal caos, dall’anarchia, dall’ignoranza, dalla incapacità di trovare sicurezza nel suo libero pensiero, nel senso di responsabilità, nell’attività creatrice della propria morale, quando non è capace di realizzare l’imperativo categorico kantiano, forte della sua morale autonoma fuori dagli schemi di chi lo vuole schiavo. Nietzsche è tutto questo e quando parla di Superuomo è facile cadere nell’equivoco, pensare al dittatore di turno. C’è chi l’ha considerato solo in questa prospettiva, si è servito della parola potenza, della parola volontà per arrivare alle estreme conseguenze.

Il Superuomo, o meglio, l’Oltreuomo, è l’uomo forte delle proprie certezze che non vanno oltre la siepe poetica di un Leopardi. Se lo fa, è perché gli piace spaziare con fantasia ed immaginazione in un momento di sublime naufragio ed è così dolce, ma anche così razionale da ricomporsi subito e rientrare tra le quattro mura di casa sua. Si tratta dell’uomo che accetta la vita come viene persino nei suoi aspetti più terribili, più oscuri ed aspri. L’Oltreuomo sa che la vita è orrore e dolore, ciononostante, non si ritrae e non fugge da essa, come aveva proposto Schopenhauer sulle tracce del Buddismo, ma l’accetta fino ad amarla. Gli strumenti per mezzo dei quali politica, religione e società hanno reso sopportabile la vita sono menzogne che consentono all’uomo di sopravvivere, di raccontarsi l’un l’altro pietose bugie, intessere inganni, in fondo, l’uomo vive costantemente errori vitali mascherati da verità. Al contrario, l’Oltreuomo non tollera di essere ingannato, trova in sè la forza di sottrarsi all’inganno, non si dispera di fronte alla morte, s’identifica nel dolore e trova la pace.

Ben pochi sono capaci di tanto, lo sono forse, gli eroi, gli eremiti, i santi. La storia racconta di leggende e di episodi reali che fanno rabbrividire per quanto riguarda certe scelte di vita. San Francesco, primo tra tutti, ma anche tanti altri, Che Guevara, Ghandi, i grandi idealisti, coloro che hanno avuto il potere di una forza interiore straordinaria, che hanno eliminato tutti gli esempi pessimi di un mondo imperfetto per colmare queste deficienze con la propria capacità di resistere, di garantire a giustizia e libertà il loro altissimo valore. Nietzsche è senz’altro un filosofo difficile. Tutti i grandi uomini hanno avuto un carattere difficile perché la loro costante tensione contro il mondo li ha resi impenetrabili. Nietzsche non fa eccezione. D’altronde, la sua scoperta ha origini antiche, non ha inventato nulla di nuovo rispetto al detto socratico conosci te stesso, forse, la novità consiste nell’essersi sbarazzato di tutte le leggi della polis che lo hanno trattenuto il filosofo greco dalla fuga, al contrario, il collega tedesco avrebbe obbedito solo al suo Zarathustra…


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