Dall’underground alla serie A sull’asse Fiemme-Trento

pubblicato da: luca - 28 settembre, 2013 @ 7:57 pm

Non amo particolarmente pubblicizzare le iniziative personali su canali che sono personali fino ad un certo punto e soprattutto che hanno altri fini, ma sta volta la cosa ha senso e si incasella perfettamente nello spirito di Beneath The Surface, sotto la superficie, il titolo di questo blog. Sì perchè si parla di basket, di quello underground di una Valle del Trentino in cui la pallacanestro non ha mai avuto cittadinanza se non sulle superfici asfaltate dei campetti.
Ciò nonostante negli scorsi 3 anni è sorta anche in Valle di Fiemme una realtà rispettabile di pallacanestro, guidata da un manipolo di appassionati fino al midollo, tra cui il sottoscritto presidente dell’ASD, e che oggi pò fregiarsi della partnership con la società di pallacanestro più importante della regione: Aquila Basket Trento, Team di serie A2 che collaborerà attivamente con VDFB per far crescere il settore giovanile.

Ecco i dettagli che vi presento non senza un pizzico di orgoglio….

poster A3_fiemme-aquila

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YouTube come generatore di realtà – Il caso Andrea Diprè

pubblicato da: luca - 26 settembre, 2013 @ 9:09 pm

Con l’amico e psicologo Nicola Delladio si parla spesso di realtà create dal linguaggio e di come questo, nella logica del creazionismo, sia in realtà la stessa materia della realtà (scusate la ridondanza). Sull’argomento Nicola ha scritto un saggio, partendo dal mondo dei social e delle loro realtà che diventano totalizzanti, partendo dal fenomeno virale  Andrea Diprè e dai suoi video più o meno costruiti dedicati al mondo delle “opere d’arte mobili” e ai disperati del sottobosco sociale. Vi lascio quindi alla lucida ed intrigante disamina di Nicola.

“L’avvento di Internet, ovvero della diffusione delle informazioni su scala globale, di You Tube, dei Social Networks (Facebook, Twitter, Instagram…) e quindi della tecnologia fruibile ed impiegabile in ogni contesto della nostra vita, ha reso possibile quella che oggi viene definita l’interconnessione globale contrassegnata da presentismo, rapidità, istantaneità, simultaneità, da rapporti sempre più virtulizzati (compressi) e da relazioni mordi e fuggi che nascono e muoiono grazie ad in click. Tale fenomeno si contraddistingue in quanto è pervasivo e generatore di realtà ad una velocità destinata ad aumentare progressivamente nel corso dei prossimi anni, con ricadute ed effetti considerevoli sulla nostra specie.

Per chi conosce un minimo la vicenda di Andrea Diprè, scrivere alcunché in merito potrebbe rappresentare, di per sé, una impresa segnata subitamente dal tono dell’irriverenza, talché ogni parola deve essere soppesata attentamente, pena il risultare in forma giudicante, piuttosto che – all’opposto – liberalizzante, ogni azione del nostro.

La chiave di lettura, che lo scrivente ha scelto, per inquadrare il “fenomeno Diprè” è quella retorica (lett.: l’arte del parlare e dello scrivere in modo da persuadere un uditorio), incentrata – nello specifico – sull’analisi delle produzioni discorsive efficaci, in riferimento all’obiettivo per il quale nasce la piattaforma YouTube: condividere collezionando il maggior numero di visualizzazioni (ovvero destare interesse presso un potenziale pubblico).

La cornice epistemologica, e quindi conoscitiva impiegata, è quella interazionista e costruzionista (i riferimenti teorico – concettuali, in ambito italiano, sono qui le opere di Alessandro Salvini e per altri versi quelle di Gian Piero Turchi a cui si rimanda). Scegliendo questa cartina geografica il territorio che qui si configura e che si vuole indagare pertiene alle produzioni linguistiche e simboliche di questo partcolare storyteller.

Fatta questa premessa, scopo del presente commento non è certo quello di analizzare la nascita e lo sviluppo del personaggio, dell’autore / attore Diprè, evenienza quest’ultima che comporterebbe l’impegno in una ricerca a tutto tondo in grado di contemplare, necessariamente, l’approfondimento puntuale e didascalico dell’intera filmografia. Su questo fronte vale però la pena sottolinerae come in tempi recenti il “Trio Medusa” abbia dato impulso alla diffusione del “fenomeno Diprè” attraverso le frequenze radiofoniche di Radio Dee Jay, nella nota trasmissione, di stampo burlesco / gogliardico, “Chiamate Roma Triuno Triuno”.

La logica che qui si intende far passare non è quindi quella valoriale, di tipo etico – moraleggiante; per questo motivo non si entrerà nel merito della buona fede del presentatore / raccoglistorie / imbonitore Diprè; delle presunte turbe mentali di Giuseppe Simone, delle sue difficoltà nell’approcciare l’universo femminile, come pure non si entrerà nel merito dei supposti contatti alieni delle sorelle Poliseno o di altri “bislacchi” personaggi che il nostro è stato in grado di scovare in giro per l’Italia; questo perché, come si è detto, l’interesse non verte sulla distinzione e sul chiarimento di che cosa è vero e di che cosa non lo è; ciò che più conta è lo scherzo accennato, l’arguzia, il confondere sapientemente, l’accenno al divertimento compiaciuto, le espressioni mimiche che alludono, l’irretire ammiccando allo spettatore; tutto questo e altro ancora si rende evidente nel ciclo “Diprè per il sociale”, serie di interviste nelle quali emerge chiaramente il raccontare pacato, il tono serafico e rassicurante di chi sa di aver individuato un format che colpisce, che (in)trattiene, adatto per lo più ad un pubblico giovane mediamente colto e mediamente tecnologico. Appare evidente inoltre la consapevolezza e la chiarezza di quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi; Diprè sa dove deve portare il suo pubblico; sa anticipare ciò che il pubblico vuole vedere e sentire.

Deve essere chiaro infine che per quanto concerne il nostro discorso, finalizzato a far emergere i tratti salienti di una esperienza che al netto di ogni giudizio rimane estetica, muoversi in termini dicotomici, attraverso categorie manichee come quelle di REALTA’ e FINZIONE, GIUSTO o SBAGLIATO, SANO o MALATO, ABILE o DISABILE... e si potrebbe andare avanti ancora, non risulterebbe funzionale all’obiettivo che ci si è posti all’inizio, ovvero quello di evidenziare alcuni elementi che fanno del linguaggio di Diprè quel particolare mezzo comunicativo in grado di attrarre un pubblico che lo riconosce e lo disconosce allo stesso tempo, simultaneamente, che lo dileggia e che lo apprezza, ancora una volta simultaneamente, in quanto lo stabilire quanto ci sia di vero e quanto di inventato, preparato, è proprio ciò che costituisce l’attrattiva e lo stimolo alla visione delle sue produzioni; vere e proprie messe in scena, pantomime, preparate ad hoc, dove Diprè è il cerimoniere, il conduttore in grado di elicitare nel suo pubblico, preventivamente, quanto egli ha anticipato come (verosimilmente) interessante. “Il poeta è un fingitore” scrive Pessoa in uno dei suoi scritti; noi potremmo aggiungere che è un fingitore e che che questo gioco, come utilizzatori, esteti, fruitori, co – generatori di realtà (e non di reale) ci incuriosisce.

Ciò detto, mantenendosi su un piano formale, di contesto, di rappresentazione della scena, di efficacia comunicativa, di retorica argomentativa e quindi di capacità di leggere la situazione che si viene a co – generare durante le interviste, Andrea Diprè dimostra di padroneggiare una tecnica davvero non comune.

Buone visioni e buone riflessioni!”

Dott. Nicola Delladio

www.studioelleboro.it

www.facebook.com/delladio.nicola

https://profiles.google.com/nicola.delladio#nicola.delladio/about

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Il nuovo sound si esprime nei festivals

pubblicato da: luca - 31 agosto, 2013 @ 5:07 pm

IMG_3042Dopo una piccola pausa dovuta all’estate e alle sue temperature che non invitano di certo a starsene chiusi in casa a scrivere, torno a parlare di festivals musicali perchè vi dovevo qualche parola in più sul Soundwave al quale ho avuto la fortuna di assistere in Croazia un mesetto fa.

E’ ormai chiaro che il business della musica indipendente stia provando a rilanciarsi attraverso i festival che in Europa sono aumentati esponenzialmente nel corso del 2013: da Amsterdam a Berlino, da Londra a Bristol, da Barcellona a Porto, dalla Reppubblica Ceca alla Croazia, le etichette indipendenti ed i loro artisti stanno trovando sfogo in un mercato un po’ asfittico (in alcuni paesi più di altri) proprio sui palchi di festivals che invitano a suonare artisti della new wave underground su palchi spettacolari all’interno di location sempre di altissimo livello e frequentati da centiniaia di migliaia di giovani tra i 20 ed i 35 anni. Il PrimaveraSound di Barcellona è stato un esempio da questo punto di vista grazie ad una location sul mare a Barceloneta e ad artisti della scena post dubstep come James Blake, Jessie Ware, How to dress Well, Disclosure, Four Tet, Apparat, chiamati ad esibirsi davanti a migliaia di persone che di ballare della dance in riviera o di chiudersi in una discoteca non ha la più pallida idea di cosa sia.

I festival sono un nuovo movimento di fatto, che raduna persone amanti della musica indipendente, ricercata, che segna il passo di un’epoca in cui le produzioni migliori non escono più da strumenti analogici classici ma dai laptop dei produttori vent’enni e anche più giovani di tutto il mondo. Berlino ha fatto scuola in questo senso con la miriade di produttori dediti a rivoluzionare la musica eletteronica (concepita con macchine digitali) direttamente dalla propria cameretta passando poi dai festival. Los Angeles e Londra sono ora culla del movimento post dub-step che il mainstream ancor ignora impegnato com’è a seguire fenomeni come Skrillex, ma che il movimento dei frequentatori dei festival, di chi organizza le proprie vacanze all’isegna della musica, idolatra e conosce alla perfezione.

IMG_3061Luogo di culto di questo movimento sottorraneo di amanti della buona musica, è stato almeno per quest’edizione, il piccolo paesello di Tisno a sud della soleggiatissima Croazia, dove da a fine luglio è andato in scena uno dei festival più belli, intimi e significativi dell’anno. In lineup gente come Ghostpoet, Bonobo, Alice Russel, Quantic, Shigeto, Homeboy The Sandman in un crescendo quotidiano di musica compresa nella zona grigia tra elettronica, soul, funk ed hiphop. In una parola GROOVE. E perdersi nel Groove a Tisno è un’esperienza estatica data la location: palchi in riva alla spiaggia, baretti lounge affacciati sull’acqua, camping super attrezzato a pochi metri dal mainstage all’interno della pineta che circonda il village festival. Ah e poi ci sono le barche con session musicali dei main artist dedicati a 100 persone al massimo: party privati al largo dove la musica si mescola al profumo della salsedine e al gusto del sidro di mele che, un’organizzazione british come quella del Soundwave non poteva farsi e farci mancare…

Esserci è stata una grandissima occasione per capire che strada sta prendendo anche live la musica indipendente, la quale mira sempre di più a fondere live strumenti digitali ed analogici, a prolungare l’esperienza dal banale mp3 al disco alla performance che diventa sempre più fisica, solida, estatica.
E’ stata un’occasione anche per osservare come sempre più giovani al di fuori della nostra cadaverica Italia, siano capaci di radunarsi per divertirsi in maniera oltremodo corretta ballando generi musicali diversi, astenendosi dai pregiudizi e allontanandosi sempre più dal main stream che pretende di vedere tutti in fila per ballare l’ultimo singolo in stile Gam Gam Style.

Perchè beneath the surface, sotto la superficie, c’è un mondo infinito di suoni e colori da scoprire.
Salite su una barca per Tisno l’estate prossima e lo scoprirete con i vostri occhi…

http://www.youtube.com/watch?v=vkKzaFxmDAg

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Soundwave Croazia 2013: il suono giusto sta dall’altra parte della riviera

pubblicato da: luca - 29 luglio, 2013 @ 11:07 pm

Proprio difronte alla Riviera Romagnola, nota per le sue feste un po’ tamarre (giusto un pelo), andava in scena a metà luglio uno dei festival più soul ma meno chiacchierati d’Europa: il SoundWave festival. Ve ne racconterò prossimamente..io c’ero e ci sarei pure rimasto.

Intanto preview video:

SOUNDWAVE CROATIA 2012 from Jack Whiteley on Vimeo.

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Tonino, l’uomo dietro lo schermo

pubblicato da: - 16 luglio, 2013 @ 8:01 pm

Ho appreso con tristezza come molti, della morte di Tonino Accolla, leggendario doppiatore italiano di Homer Simpson, Jim Carey, Tom Hanks (in alcune occasioni) Mikey Rourke (idem). Così come è stato per tante altre persone che attraverso i suoi doppiaggi memorabilmente professionali hanno riso, pianto e riflettuto, mi è parso quasi di perdere un amico. Accolla è stato uno dei primi doppiatori che ho saputo riconoscere, collegando i suoi film ed i suoi cartoni animati in una specie di filone unico, nel quale inserisco a tutti gli effetti la mia infanzia.

E’ incredibile, si tende a credere che certe cose possano non avere mai fine, che un personaggio dei cartoni animati non possa morire. Eppure è quello che è successo con l’addio di Tonino. Homer Simpson, più degli altri suoi personaggi, nel nostro paese non sarà mai più quello che abbiamo conosciuto. Che poi è buffo, di Tonino come persona fisica non si è davvero mai sentito parlare, anzi, faceva più parte di un gioco immaginario “riconosci la voce” fatto dai cultori del doppiaggio…quelli che come il sottoscritto rimangono a lungo in sala dopo la proiezione di un film per scovare qualche nome famigliare tra i credits. Eppure dopo una vita passata all’ombra dei suoi stessi personaggi, gli italiani lo hanno salutato, in molti casi addirittura conosciuto, per chi era veramente: Tonino Accolla, uno dei più grandi doppiatori di sempre che ora ci guarda da lassù assieme ad Amendola, curioso assieme a lui di vedere che ne sarà del suo homeriano “de-hi-hi-ho”.

Rest in peace.

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Tempo di estate (forse), tempo di street basket

pubblicato da: - 2 luglio, 2013 @ 9:10 pm

3vs3_2013_web1024Probabilmente quest’anno un’estate vera non ce l’avremo mai, ma noi a divertirci e a stare all’aperto ci proviamo lo stesso. Segnalo quindi un imperdibile torneo di basket organizzato dalla mia associazione sportiva Val di Fiemme Basket, una delle poche associazioni di valle dedite alla promozione della pallacanestro, solitamente sport molto più praticato, anche in Trentino, nelle zone cittadine e limitrofe.

Il torneo in questione è Fiemme Street Basket 3Vs3 e si svolgeràsabato 27 luglio presso il Parco della Pieve di Cavalese, in mezzo alle montagne ma con pieno spirito street. Musica black, Birra di Fiemme, ricchi e gustosi premi per i vincitori e soprattutto tante partite (minimo 6) garantite ad ogni squadra.

Le iscrizioni sono aperte, scrivetemi a lmich83@libero.it entro il 15 di luglio possibilmente.

Indicate nome del team, contatto mail e contatto telfonico di un referente ed il gioco è fatto.Per maggiori info: www.4projekt.org

Che vinca il migliore…in attesa di poter promuovere altri tornei sul territorio: scrivete!

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La grande bellezza…della morte – di Paolo Sorrentino

pubblicato da: - 23 giugno, 2013 @ 9:13 pm

All’ultimo film di Paolo Sorrentino mi sono approcciato con curiosità e soggezione allo stesso tempo: dopo il gran battage messo in piedi per il festival di Cannes e che ha portato la coproduzione Italia/Francia al terzo posto negli incassi al botteghino a 3 settimane dall’uscita, non potevo che avvicinarmi così all’ultima fatica di quello che considero senza mezzi termini il migliore regista italiano contemporaneo (Il Divo e This Must be The Place, piacciano o meno, sono lì a testimoniare l’immensa tecnica e cifra stilistica del nostro).

Mai mi sarei aspettato però qualcosa di così agghiacciante, riflessivo, introspettivo, terribilmente angosciante.
Accanto ad un’esecuzione tecnica impeccabile fatta di scene giustapposte, di continui rimandi semiotici, di smottamenti concettuali quanto visivi, dati da un montaggio che salta in alcuni casi freneticamente da un personaggio all’altro, da una situazione paradossale e grottesca all’altra, accanto a tutto questo, Sorrentino ha voglia di raccontarci l’effimera bellezza della vita e della sua inevitabile fine. La grande bellezza parla di MORTE dalla prima all’ultima scena. Sono morti quei personaggi cocainomani, starlette, ex divi dello spettacolo, cantanti, politicanti, che si ritrovano a ballare la dance in discoteca nella scena d’apertura. Sono morti i romani dell’alta borghesia, che provano ad ingannare il tempo con passatempi inevitabilmente e comunque noiosi, che provano ad ingannarsi iniettandosi botulino nelle feste al botox romane superesclusive.

Sono morti i trenini all’interno delle feste, che per ammissione del personaggio di Toni Servillo (monumentale) “sono belli perchè non portano proprio da nessuna parte”. Sono morti tutti coloro che annoiati dalla troppa bellezza che la vita ha concesso loro, non comprendono più quale sia il senso di stare al mondo se non quello di bere, festeggiare, scopare, tirare di coca. Sono morti i nostri politici che in questi giochetti si perdono dall’alba dei tempi…dall’antica Roma.

Roma e la morte vanno di pari passo, Roma è la citta eternamente ferma, dove i personaggi scompaiono nella notte per riapparire qualche ora dopo, tali e quali al giorno prima e quello prima ancora, in una totale stasi di intenti e movimenti. Proprio come la stasi delle colonne e dei monumenti, immobili, austeri, giudicanti.

Sorrentino si è confrontato con un tema fortissimo, avvicinandosi anche se in maniera meno spirituale e totalizzante, alla poetica di Terrence Malik (The Three of Life) e lo ha fatto scegliendo di raccontare Roma ed i personaggi tipici che la rendono viva morta. Ma credo che la scelta della città non si limiti alle sue notti eterne ed alla sua architettura, in qualche modo decadente e “passata”. Il regista ha scelto Roma perchè Roma è Roma non tanto per il suo impero ma per la sua caduta. Roma rappresenta la caduta dell’Occidente, come ha scritto il visionario Tommaso Pincio (Pulp Roma), e con esso dei valori dell’uomo che per separarsi dalla morte ha bisogno continuo del desiderio.

Quando questo scompare, scompare anche l’umanità.
Rimangono maschere danzanti e personaggi senza una meta, ma solo con un’inevitabile fine…
E che bellezza vedere raccontato tutto questo per immagini. Ad oggi la miglior uscita al cinema del 2013.
Menzione d’onore per Sabrina Ferilli, forse l’incarnazione stessa di Roma in un personaggio davvero ben riuscito ed interpretato.
Voto 9

 http://www.youtube.com/watch?v=cJ8O-Y2CXk8

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Manifesto – Sotto la superficie

pubblicato da: etymoadmin - 21 giugno, 2013 @ 4:42 pm

Sotto la superficie (Beneath the Surface come rapperebbe il Wu-Tang Clan) si nascondono spesso storie, persone, suoni, parole, dal fascino che acquista solo ciò che spesso e volentieri non è sotto gli occhi di tutti, ciò che non sempre si vede al primo colpo d’occhio.

Sotto la superficie dell’informazione culturale quotidiana esiste un mondo, comunemente definito per semplicità “Underground”, dove si celano storie di cui parlano in pochi, dischi che sono destinati ad appassionati di genere, film che non trasmettono nei multi sala, libri di cui non si sente parlare spesso. In generale creatività umana che parte dal basso, arte “nera” in ogni accezione possibile del termine, che meriterebbe di avere più spazio nei mezzi di informazione tradizionale e che per fortuna può trovarne in blog come questo.

Sotto la superficie si propone come una lente d’ingrandimento sulla cultura street-underground che pone le sue radici nella musica e cultura black, cresce nella street e club colture attuale ed a volte arriva a sfondare barriere culturali e pregiudiziali raggiungendo la commerciabilità e quindi il main stream.

Su queste pagine virtuali parlerò di questo, recensendo dischi, spesso di afro-americani ma non solo, di cui credo varrebbe la pena di farvi sentire qualche nota, parlando di letture in grado di aprire mondi e tracciare solchi, di eventi e situazioni che sono per definizione “street” o “underground”, ma che hanno fanno parte della cultura di tanti giovani, sì anche in trentino.

Si potrebbe pure definire un blog hiphop a ben vedere, se questo termine oggi avesse ancora il significato che aveva fino a metà anni ’90: evoluzione. E allora dita a chiudere le narici, un bel respiro profondo e “dig deep”, scavate in profondità: musica, cinema, street-events, basket e sport di strada, letture; ce ne sarà per tutti i gusti. Splash.

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NYC Flava – mixtape aprile 2011

pubblicato da: etymoadmin - 21 giugno, 2013 @ 4:40 pm

Rientrato da un viaggio nella big apple e nella windy city, fatto il pieno di musica e stimoli, ho compilato la mia ideale playlist post viaggio. “NYC Flava” è forse il mixtape che fino ad oggi  mi rappresenta maggiormente perchè cattura tutte le sfacettature della musica che oggi è in grado di definirmi, di riassumermi per certi versi.

Dentro ci troverete per lo più pezzi usciti in questi primi mesi 2011 mixati in qualche caso a brani leggermente più datati. Sono tutti brani che in qualche modo hanno preparato, arricchito o completato il viaggio stesso.
Dove tante parole per descrivere un viaggio, una collezione di momenti, non arrivano, spesso la musica ci riesce. Buon ascolto e buon viaggio.

Scarica (tasto destro) NYC FLAVA

Tracklist:

1. Burial – NYC
2. Burial + Tom Yorke + Four Tet – Ego
3. Kode9 & The Spaceape – Am I
4. Scuba – Minerals
5. Skream – Reflections
6. TV on the Radio – Will do dancehall remix
7. Atmosphere & Aesop Rock – Which way is up
8. Thavius Beck – Go
9. Pharoahe Monch – Clap
10. No Surrender feat Tumbe Adebimpe – Silver Hall
11. TV on the Radio – Killer Crane

Se ti piace ascolta anche: Blue Night Black Shape & Wet Night on the playground

Luke

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La città verrà distrutta domani: il mixtape! – by Sistema Assonnato feat Occhi di Astronauti

pubblicato da: etymoadmin - 21 giugno, 2013 @ 4:39 pm

È FINALMENTE DISPONIBILE IN FREE DOWNLOAD:

“La Città Verrà Distrutta Domani [the mixtape]” by Sistema Assonnato

21 selected and mixed tracks by Sistema Assonnato
2 “Occhi di Astronauti” original tracks: “Destroy” & “Supercluster”

 


DOWLOAD IT HERE

TRACKLIST:

01 Groove Armada / Hasta Luego Mr. Fab
02 Occhi di Astronauti / Destroy
03 Sub version / Free to Funk
04 Wu tang clan / Pencil my Piano
05 Ras G & The Alkebulan Space Program / Ancestrial Echoes
06 Robot Koch / Lights
07 Harmonic 313 / Falling Away ft. Steve Spacek
08 Delitto Perfetto / Ferrara
09 Burial / Shutta
10 Eskmo / Cloudlight
11 Robot Koch / Verbal Bruises
12 Shabazz Palaces / Swerve the Reeping of …
13 The Cool Kids / One Two
14 Jakob Hilden / Ground n Pound
15 Marquez ill / Komma Klar
16 JSBL / The Flu (Dorian Concept rmx)
17 Zero db / Anything’s Possible
18 Flako & Dirg Gerner / I want you
19 Röyksopp / A higher Place
20 Flying Lotus / Massage Situation
21 Occhi di Astronauti / Supercluster

E a breve in uscita l’album completo di Occhi di Atronauti “La città verrà distrutta domani”.

More info on: http://www.occhidiastronauti.com/

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