L’oracolo è un computer

pubblicato da: Lucia Ferrai - 28 marzo, 2014 @ 2:45 pm

 

 

Poter conoscere il futuro si è sempre rivelata una prospettiva allettante per l’uomo. Sbrogliare le viscere del destino: un piatto allettante per l’anima umana, così affamata di conoscenza.

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Fin dai tempi remoti sono esisti gli oracoli. Nell’Antica Grecia molti uomini si affidavano alle parole della Pizia, una donna “pura” (casta?) che pronunciava parole oscure al santuario di Delfi, anche chiamato “l’ombelico del mondo”. Le profezie, bisogna ammetterlo, erano pronunciate in uno stato di alterazione, prodotto da alcuni “dolci vapori”. Tra l’altro venivano attuate solo dopo il sacrificio di un capretto, dal cui ventre sgozzato si ricavava il fegato per consultarne i presagi.

Al tempo presente è scomparso quest’alone sacro e macabro (anche se qualcuno, ancora, si fa leggere la mano da una chiromante succhiasoldi). Le profezie sono più nascoste, più flebili, più razionali e più raffinate. Oggi il futuro si trova fra i bit dei nostri computer. Infatti, è la tecnologia che dice cosa siamo e saremo. La tecnologia ha già  preso possesso del nostro lavoro, attraverso i pc. Si è già intrufolata nel nostro modo di gestire i rapporti sociali, attraverso i cellulari. Occupa un posto preminente nel nostro tempo libero, attraverso la televisione. La tecnologia è quasi ovunque, tranne che nei nostri sogni. E il nostro pensiero? Come influisce la tecnologia su ciò che pensiamo e viviamo? Le idee non sono libere. Il pensiero non è indipendente, il pensiero è influenzato dai mezzi con i quali viviamo il contesto in cui nascono quegli stessi pensieri. Come all’inizio dell’evoluzione: il primitivo ha usato il bastone e, usarlo, ha prodotto in lui altri pensieri che prima non esistevano. Lo stesso accade per il computer: ci fa produrre idee diverse perchè abbiamo un mezzo diverso con il quale produrle.

Tutto questo non deve essere necessariamente un male: basta solo riconoscerlo. E piazzarsi davanti all’oracolo robot (la tecnologia) e domandargli: chi siamo? chi saremo? Il futuro è lì, basta interrogarlo. 

Voi cosa ne pensate? La tecnologia ha in mano il nostro futuro di esseri pensanti?

Lucia Ferrai

 


5 commenti
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  1. Queste tecnologie moderne alle quali oramai tutti hanno accesso stanno contaminando la nostra mente e prima o poi la porteranno a un’azzeramento dell’evoluzione. Le macchine creeranno un virus che entrerà nel nostro pensiero quotidiano, cambiando il “sistema operativo” che madre natura ci ha donato in maniera del tutto genuina. Il nostro sofisticato sistema di memorizzazione verrà crackato, i nostri ricordi saranno ricostruiti in base a ciò che le macchine vorranno farci ricordare.
    Ciò che pensiamo sia vero non è altro che un impulso elettrico interpretato dal cervello. Ci faranno estinguere, proprio come noi stiamo facendo con gli esseri non pensanti. L’uomo è intelligente ma purtroppo solo alcuni di noi lo sono nel modo corretto. La società attuale sta entrando in un meccanismo senza vie d’uscita, ci autodistruggeremo e arriveremo al punto di essere gestiti dalle stesse macchine che abbiamo creato noi… Quando comprenderanno a fondo il funzionamento del nostro sistema neuronale elaboreranno un mondo virtuale per tenerci sotto controllo al fine di convertirci in energia per loro stesse.
    Finiremo per essere carburante per automi….l’alternativa naturale al petrolio.

  2. La tua acuta ironia sull’importanza della Coca Cola nasconde, a mio avviso, un velo di pessimismo. Come i grandi spiriti da te citati vengono quasi relegati nel dimenticatoio a vantaggio di uno squallido consumismo che cancelli i risultati più nobili della sensibiltà umana, temo che ciò potrebbe accadere anche per colpa di una tecnologia indirizzata verso il soddisfacimento di impulsi di egoismo anche violento per il raggiungimento del potere.
    Quirino

  3. Caro Quirino, sono perfettamente d’accordo con te.. ma tanto “per tutto il resto c’è mastercard”, no? Nel profondo del cuore, comunque, penso ci sia ancora molta umanità in ognuno di noi e a lungo andare riemergerà!

  4. Cara Lucia,

    grazie della tua bella risposta che mi infonde ottimismo e fiducia verso la maggior parte dei nostri simili .

  5. Cara Lucia,

    permettimi di citarti :..le idee non sono libere, il pensiero non è indipendente… Per sottolineare la mia condivisione di quanto sostieni ribadisco il mio pensiero, già espresso in altra occasione: La libertà, come assoluto, non esiste proprio; esiste solo la non-libertà che gli uomini posseggono in dosaggi molto diversi: io ne sono abbastanza ‘dotato’, ma c’è gente che ne ha molto di meno; nessuno però può sostenere di esserne completamente privo; anche il più potente tra gli esseri umani ha un discreto quantitativo di non-libertà. Ritengo che il Bene, nel senso più genuinamente umano, consista nello sforzo onesto e leale di ridurre al massimo la nostra non-libertà, senza che il pensiero dell’irragiungibilità dell’annullamento completo della non-libertà ci causi sofferenza.
    Complimenti vivissimi per quanto scrivi, fonte di riflessioni anche per un ‘anziano’. Ciao.

    Quirino Piccini

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