THE INVOLUTION CLOUD: la fiera di Milano delle energie rinnovabili. Ovvero: come non credere in uno sviluppo sostenibile in Italia!

pubblicato da: marco - 8 maggio, 2014 @ 5:37 pm

THE INVOLUTION CLOUD: la fiera di Milano delle energie rinnovabili.

Ovviamente, il nome corretto è “the innovation cloud“! Ieri, 7 maggio, è partita la fiera delle energie rinnovabili, a Milano.

Solamente due anni fa, ci volevano quasi due giorni per visitarla seriamente e completamente, data l’estensione che occupava diversi padiglioni della nuova struttura di Rho.

Ebbene, il nostro Paese sta investendo talmente tanto nelle energie rinnovabili e nell’innovazione tecnologica della gestione energetica che, quest’anno, la fiera copre solamente tre quarti di un padiglione unico; fiera visitabile in due/tre ore al massimo!

Non vi è dubbio che la storia delle tariffe incentivanti, certamente spropositate, dei passati “conti energia” – ben 5 in 7 anni, gli ultimi 4 in soli due anni- abbia attirato, nel recente passato, innumerevoli investitori esteri e nazionali, che hanno sicuramente speculato su tali percorsi divenuti attualmente insostenibili.

Abbiamo di nuovo sbagliato modo, in maniera tipicamente italiana, nel progettare il sistema di incentivazione del settore fotovoltaico. Grandi incentivi nei primi tempi, esagerati e che hanno coltivato le grandi speculazioni, hanno determinato la nascita di molte aziende di settore e la conversione su tale mercato di molte aziende in crisi. Ora che gli incentivi sono stati tolti, tutti o quasi sono spariti, molte di quelle aziende hanno chiuso, con forti perdite e con una marea di licenziamenti.

Incentivare come è stato fatto, è servito solamente per le grandi multinazionali, che hanno goduto, e godono tuttora, di riconoscimenti tariffari enormi. Ad esempio, una centrale fotovoltaica di 1 MW, realizzata nel 2010, con il secondo conto energia, può dare un incentivo pari a 0,4 € per Kwh prodotto; ipotizzando una produzione di 1 MWH all’anno, tale centrale renderà circa 400.000 €/annui, solamente di tariffe incentivanti, con una spesa di installazione di circa 1 ML DI €; rientro, quindi in 3/4 anni dall’investimento, poi per altri 16/17 anni, guadagno netto e pulito. Si capisce subito che la speculazione è stata enorme!

Differente sarebbe stato avviare una campagna incentivante con tariffe moderate, atte a sviluppare un sistema organico di microproduzione localizzata; con tale sistema si sarebbe potuto davvero avviare una nuova via innovativa per un settore industriale nuovo; un nuovo percorso sistematico che avrebbe dato spazio a produttori di moduli e inverter per programmare investimenti pluriennali in Italia, un sistema che, diventando radicato sul territorio, avrebbe generato stabilità nel settore e aperto vie occupazionali molto significative.

Ma, nel nostro Paese si privilegiano sempre gli interessi di poche lobbies, rispetto al bene collettivo; infatti, i grandi investitori hanno portato capitali fintantoché le tariffe incentivanti erano in vigore, traendone profitti enormi; ora, che il mercato è in stagnazione, sono tutti scappati!

Ma quali sono le prospettive? Le nuove frontiere del settore energia si svilupperanno in ambito dello storage, cioè nell’immagazzinare la sovrapproduzione di energia durante il giorno, per riutilizzarla la notte. Con tali sistemi si potrebbe ravvivare nuovamente un mercato fermo da oltre un anno, per scelte politiche assurde; non più incentivi, che favorirebbero solamente gli speculatori, ma sgravi fiscali sistematici e certi, che potrebbero far ripartire questo settore promettente.

Gli sgravi fiscali, come ad esempio il recupero Irpef del 50% attualmente in vigore, dovrebbero divenire stabili; se ciò potesse essere garantito, le industrie e le aziende installatrici avrebbero modo di programmare i loro investimenti su basi decennali, con rientri occupazionali molto interessanti. Le nuove frontiere energetiche potrebbero aprire davvero un Green New Deal in Italia, basterebbe mettere da parte gli interessi di pochi, garantendo il futuro di tutti.

Allora, forse, potremmo riprendere a parlare realmente di “Innovation Cloud” e tornare ad essere protagonisti del nostro sviluppo e primi attori nel settore energetico. Diversamente, siamo destinati ad un’inesorabile declino, sempre dipendenti da fonti fossili, che ci costano tantissimo; costi energetici che limitano anche tutti gli altri settori economici.

Ma, purtroppo, L’Italia è ferma e nulla si muove in questo campo; la gestione energetica è data in mano, troppo spesso, o a persone incompetenti o a persone che hanno interessi diversi da un reale sviluppo a favore di tutti! E tutti, industriali, operai, sindacati e cittadini comuni, sembrano non accorgersi che il settore energetico è, e sarà sempre più, uno degli aspetti fondamentali per uno sviluppo futuro.

Gli altri stai europei, Germania in primis, se ne sono già accorti e stanno lavorando sulle energie rinnovabili e sul loro sfruttamento nel campo dello storage, noi italiani siamo fermi, con una burocrazia oppressiva e con una politica industriale totalmente assente.


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