Rinascimento culturale e ambientale

pubblicato da: tomaso - 23 novembre, 2013 @ 9:27 am

Su http://www.fermareildeclino.it/articolo/dopo-la-sardegna-gestione-delle-emergenze-una-proposta-per-fare è stato pubblicato un interessante intervento a cura del Gruppo di Lavoro Energia di Fare per Fermare il Declino.

Il tema è importante e contiene alcuni spunti interessanti ma ha richiesto uno sforzo non indifferente leggerlo tutto ! Non se ne abbiano a male gli autori ma prima di lanciare questa idea al pubblico generale sarà necessario prendersi l’agio di farla più breve. (citando Pascal)

Partendo dal presupposto che

L’Italia non ha mai avuto una stratificazione così articolata e sofisticata di vincoli di ogni tipo e sorte, di enti preposti all’autorizzazione di ogni aspetto più dettagliato di un progetto. Chi si occupa di costruzioni lo sa bene. Eppure puntualmente la natura si fa beffe delle nostre norme…

i cardini della proposta sono due:  Predisposizione di un Piano di Valutazione dei Rischi da Calamità naturale e formule assicurative per gli edifici costruiti in zone a rischio.

La proposta di un grande Piano di Valutazione dei Rischi da Calamità Naturale è buona ma messa in capo alle amministrazioni comunali non ha nessuna possibilità di successo. In italia ci sono oltre 8000 amministrazioni comunali e le calamità naturali se ne fottono dei limiti amministrativi.

Premesso che dati e mappe di tutti i possibili rischi da cui partire esistono già

servono due azioni per avere una qualche possibilità di prevenire morti future

  1. prima di tutto mettere assieme le informazioni disponibili ed eventualmente integrare quelle che mancano, e questo da Pianificatore Territoriale è oggettivamente abbastanza facile
  2. ma questo sarebbe inutile se non si riesce a far arrivare queste informazioni in ogni singola casa, e questo sarà molto più difficile .

Far arrivare informazioni e concetti cosi difficili a tutti gli abitanti, anche a quel 30% di persone in Italia che sono funzionalmente analfabeti (http://skills.oecd.org/informationbycountry/italy.html) sarà la vera sfida di questo progetto.

Personalmente credo che l’unico percorso con una qualche possibilità di successo sia quello che passa attraverso la scuola (educare ragazzi e ragazze e usare loro per educare i loro genitori) e la società civile, le organizzazioni di Promozione Sociale, Volontariato e Socialità che già lavorano sul territorio a contatto con le persone.

Sarebbe proprio emozionante trovare tempo e modi di lavorare a questo progetto di rinascimento culturale e ambientale.


2 commenti
Lascia un commento »

  1. Se oggettivamente la predisposizione di un Piano di Valutazione dei Rischi da Calamità Naturale non può essere pensata in capo alle amministrazioni comunali, quale autorità od organizzazione – o rete di organizzazioni – pensi se ne possa ragionevolmente fare capo?

  2. La risposta non è semplice, sicuramente caricare questo impegno sui comuni non risulterebbe efficace e rimarrebbero molte macchie di gattopardo (http://www.fermareildeclino.it/azioni/il-cammino-di-chiara/giro-giro-tondo), zone scoperte e dimenticate in mezzo a isole felici di illuminata gestione.

    Indottrinati dal meccanismo statalista italiano siamo naturalmente portati a pensare che questa attività di Valutazione dei Rischi debba essere svolta da un apparato Pubblico ma siamo sicuri che non esista un’altra via ? Nel prossimo blog cercherò di sviluppare un approfondimento …

Lascia un commento

*