La città e il fiume

pubblicato da: tomaso - 1 dicembre, 2013 @ 9:38 am

Ormai è realtà, sono praticamente finiti i lavori per il nuovo sottopassaggio ferroviario costruito per il MuSe, e senza destare troppa attenzione il 24 novembre è stata fatta l’inaugurazione ufficiale [vedi trentinocorrierealpi].

Se fosse stata pensata meglio sarebbe stata una svolta epocale, capace di ricostruire il rapporto diretto tra città e fiume.

Invece appena passati sotto i binari ci si trova in un grande spazio aperto, un grande prato senza funzioni apparenti e senza vie d’uscita, senza percorsi e relazioni esplicite con il quartire Albere ed il fiume.

29 Novembre, ultimi ritocchi al prato …

Perfino la gestione del MuSe non prevede ancora l’ingresso da questo lato della città e per entrare al Museo è necessario girare attorno all’edificio in un percorso d’emergenza incredibilmente  inadatto a biciclette, disabili e gruppi numerosi.

Da questa parti si esce ma non si entra …

Non si è pensato (o quantomeno manca ancora) un percorso ciclabile e pedonale definito che porti nel cuore del quartiere Albere e alla ciclabile sul Fiume.

Ma la carenza più grave è che non si è pensato, o meglio ci si ostina a non realizzare una nuova fermata della ferrovia valsugana in concomitanza del nuovo sottopassaggio.

Come si vede nella prossima foto ci sarebbe tutto lo spazion necessario a realizzare la nuova fermata Albere del Passante Ferroviario di Trento sia a sud, a ridosso del cimitero che a nord con accesso al piazzale cieco della Fiera.

Nuovo sottopassaggio ferroviario MuSe

Immaginate quanto sarebbe comodo poter salire sul treno della Valsugana, non dico a Venezia ma almeno a Borgo, Pergine o semplicemente Villazzano, San Bartolomeo, Santa Chiara e scendere direttamente alla nuova fermata Albere per andare non solo al MuSe ma anche allo Stadio, alla Fiera, al Cimitero, al Leonardo da Vinci, alle facoltà di Economia, Legge e Sociologia, a Teatro al Centro Santa Chiara o in Piazza Fiera per il Mercatino di Natale.

I giornalisti magnificano … ” Trento si riappropria di un antico percorso che partiva dal centro cittadino, passava sotto Porta Madruzzo (più conosciuta come Tre Portoni) scendeva lungo l’omonima strada per arrivare alle Albere, antica residenza estiva dell’Arcivescovo. «Era un percorso storico che abbiamo dimenticato – ha sottolineato il sindaco Alessandro Andreatta – anzi erano diventate strade secondarie.”

La via “monumentale” dai tre portoni a palazzo Albere

Si accendono fantastiche luminarie ma poc’altro aiuta a Trentini e turisti a riscoprire la relazione tra Trento e il Fiume Adige.

Per concludere mancano poche semplici cose che darebbero grandi benefici

  • una pensilina dove far fermare il treno della Valsugana
  • un percorso ciclopedonale con cui raggiungere chiaramente e senza intoppi il parco Albere e la ciclabile sul fiume
  • un collegamento ciclopedonale diretto con Via Sanseverino e lo stadio

Una nuova pensilina per i treni della Valsugana … Stazione Albere del Passante


2 commenti
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  1. Ottimo articoli. Hai descritto gli stessi dubbi che anche io ho avuto. Non abito (piú) a Trento, qualcosa é cambiato nel frattempo?
    Da un punto di vista architettonico, sognerei anche dei giochi d’acqua che uniscano il fossato del Muse a quello del Palazzo delle Albere che sarebbe la sede ideale per alcune mostre temporenee o, semplicemente, come complemento alle esposizioni del Muse.

    In ultimo, suggerirei si aprire un paio di bar gazebo per vivacizzare la zona fino a sera.

  2. Perdona gli errori di battitura. Ho scritto di getto e non ho potuto rileggere… il lavoro incombe ;)

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